Group: baka°star Posts: 3377 Location: Sinceramente? Non ricordo esattamente da dove provengo .-.
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Erano passati tre mesi dall'ultima volta che l'aveva vista..capelli blu..occhi blu..una dea. Cloud ripensava a Konan mentre sfrecciava a tutta velocità sulla sua moto, a quello che era successo sulla sabbia una calda mattina d'estate. Doveva rivederla, ne aveva un assolutissimo bisogno. Non c'era attimo che non aveva pensato a lei in quei lunghi tre mesi. L'inverno era ormai entrato, e sulla moto faceva freddo. Ma a Cloud non importava..aumentava sempre di più la velocità della sua moto, raggiungendo i 917 km/h. Il vento fece un taglio sulla guancia di Cloud, che iniziò a sanguinare. Non sentiva dolore, o meglio, non gli importava neanche di quello..l'unica cosa che contava, era tornare nel suo appartamento, farsi una doccia veloce e andare a casa di Konan. La sua moto sfiorò i 1.000 km/h mentre attraversava le porte della città. girò in un vicolo, sterzando di colpo e diminuendo la velocità di moltissimo. Parcheggiò la moto nel suo garage, e mentre scese cadde in ginocchio. Non era più abituato ad andare a quella velocità, ed ora sentiva un freddo atroce, e la guancia gli doleva. Poi, un solo pensiero passo nella sua mente: Konan. Si alzò e scattò all'interno di casa sua, svestendosi ed entrando nella doccia gelida. Ci mise all'incirca 8 minuti, si vestì di abiti nuovi ma uguali, indossò la spada e si rimise sulla moto. La guancia sanguinava ancora. Si passò un dito per asciugare il sangue, e si diresse a casa di Konan. Parcheggiò nel cortile, scese, e corse a suonare il campanello..
Non ero in casa ero a fare la spesa, questo inverno era stato così triste, che non ho ma più rivisto quegli occhi che mi scaldavano il cuore, al solo sguardo che mi poteva concedera. Era stato come un sogno il poter avere le sue labbra poter sfiorare la sua pelle, adesso però mi sono svegliata da quel sogno cos dolce e bello, che non ricordo nemmeno il suo odore, forse avrei dovuto immortalarlo per sempre nel mio cuore come ho fatto con il suo sorriso e la sua voce.. Che sciocca mi sono lasciata prendere da quel sogno che è durato così poco, nemmeno un mese e tutto era svanito... Vorrei tanto rivivere quel sogno altre mille mille volte fino allo sfinimento... Pago ed esco dal supermarket vicino a casa mia tra qualche metro sarò finalmente a casa... e potrò concentrarmi sulla cena di stasera, qualcosa mi tenga distratta da questi pensieri così tristi e devoti... Quando svoltai l'angolo della strada c'era un ragazzo dai capelli biondi, pelle chiara e un enorme spada, la sua moto era parcheggiata li vicino, stava suonando al mio campanello... rimasi immobile a fissarlo... io... io... so chi è... io... sto sognando... dalle mie dita sciovola il sacchetto della spesa... facendo cadere tutto... le lacrime scendevano dagli occhi come pioggia veloci e continue... non riuscivo a smettere lo fissavo e più lo guardavo più pensavo che questo era un sogno bellissimo...
»Quando imparerai a fregartene della gente, solo allora sarai grande.
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Il campanello suonò per mezz'ora..non rispose nessuno. I pugni infervorarono sul muro affianco la porta, le nocche di Cloud iniziarono a sanguinare e il muro a rompersi. Un groppò in gola prese alla sprovvista Cloud. Una lacrima scese dai suoi occhi. Abbassò la mano ormai sanguinante, e si diresse alla moto. Girò la testa, e un capogiro lo colpì. Vide una figura alta, i capelli blu..ferma, immobile con le lacrime agli occhi. Una folata di un forte vento colpì i due..era lei, Cloud ne era sicuro..
"Cloud!!" Accorsisubito verso di lui, era in ginocchio deve aver avuto un capogiro, aveva la mano e la guancia sanguinanti, anche se i per li non ci feci caso, lo strinsi a me per poi afferrargli il volto e accarezzarglielo, i suoi linealenti così belli e perfetti come quelli di una statua fatta con molta precisione, come un dio che sarebbe rimasto bello per sempre, che non poteva invecchiare e che il suo sangue era solo sudore che gli usciva per la troppa fatica fatta... I suoi occhi lucidi e le mani sporche che erano lineali ai suoi fianchi... Non voglio che se ne vadi un'altra volta... non voglio che mi lasci...
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Le lacrime cadevano ancora di più... cadevano senza fine... "Te ne andrai ancora?" domandai guardandolo cercando di non far vedere troppo le lacrime ma ormai si era visto che piangevo... cominciò a piovere piano piano su di noi i vestiti fradici che si ammollavano sempre di più e noi immobili senza muovere un muscolo a guardarci negli occhi...
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La pioggia iniziò a cadere più forte.. "Dovrò partire ancora..purtroppo la mia vita è così..a Midlehein ci sono continue guerre, e da quando mi sono trasferito qui la città sta cadendo a pezzi..Vincent e gli altri saranno sempre pronti a combattere, ma hanno bisogno di me.." La prese in braccio.. "Vieni, andiamo a casa mia.." Partirono sulla moto..
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